Estate 2009: un incontro in 1000 parole

Modelli di relazione, identità, passaggio del testimone ...

Sintesi a cura di Luisa

 

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Che modelli di relazione si sono affermati oggi?

... Si vedono delle donne nel governo, nella politica, nella pubblicità, nel giornalismo, ma non sono lì a portare la loro esperienza, la loro identità e differenza ma ci stanno con un atteggiamento di competitività, di esibizione: è stato assunto il metodo maschile del vivere, del rappresentare, di avere un ruolo, di acquisire potere senza ricordare e far emergere un discorso, una iniziativa, una riflessione che sia proprio femminile e femminista.

... Nel passato avevamo teorizzato la possibilità di modalità diverse. Entrare e stare come donne in luoghi interessanti, significativi, da cui poter cambiare il mondo, senza dover adottare quei modelli.

Stiamo facendo delle valutazioni “poetiche” su possibilità che non sono praticabili?

…..oggi invece vediamo quanto sia necessario robotizzarci, quanto contenere le emozioni sia proprio una esigenza generale, del sopravvivere, del lavorare.

…. noi abbiamo lavorato, ai nostri tempi, per integrare le emozioni ed esprimerci. Oggi dobbiamo sapere quanto questo sia possibile od impossibile.

... Voi avete fatto un percorso che vi ha aiutato a costruire un'identità anche per opposizione ad un ambiente circostante.

….io sono di una generazione più recente, noi abbiamo un grosso problema a definire una identità, perché l'identità non ce la dà il lavoro, che è frammentato, non ce la dà la società che è frammetatissima, neanche la cultura perché esiste il confronto fra tante culture, e alla fine l'identità è un che di posticcio, risultato di un collage delle proprie esperienze.

... Cosa vuol dire che non ci ribelliamo, che significato ha la ribellione oggi se non vi sono orecchie che la ascoltino?

Mi pare necessario che ciascuna di noi rifletta su come sono cambiati i significati delle parole che oggi usiamo, rispetto a quelle che usavamo dieci, venti, trenta anni fa. Donna, famiglia, bene, male, storia, una ventina di parole su cui metterci d'accordo. In modo da capire che stiamo parlando della differenza tra le donne.

Che grammatica usiamo? Che vuol dire metodo oggi?

… Questa potrebbe essere l'occasione per fare una catena con le età. Io sento che noi abbiamo una responsabilità politica, sento che non c'è stato il “passaggio di testimone”

Che cosa vuol dire passare il testimone? Che cosa vuol dire testimoniare secondo i periodi storici... Bisogna sapere storicamente che cosa facciamo per testimoniare.

… la mia voglia di esserci, il fatto di essere qui a riflettere, è già una cosa, tra virgolette, rivoluzionaria.

se pensiamo alla generazione dei giovani di oggi dobbiamo abbandonare le categorie non adatte, vedo un mondo completamente diverso, un mondo ricco di tutt'altre cose... il problema è quello di come aiutarli a “metterle al mondo”.

Le esperienze non sono trasmissibili se non dopo che le hai ristrutturate facendole diventare una competenza.

Quindi un metodo.

La competenza è essere attenti a ciò che accade in giro, trovare in un discorso qualunque, una domanda a cui tu puoi rispondere.

C'è un piano che è quello della conoscenza di quello che è stato, l'altro piano è in che modo si possono avere dei luoghi in cui tu crei dei pensieri e delle azioni, oggi.

…. quello che mi interessa è l'interrogativo di come oggi le donne possono ricostruire un pensiero sul mondo che ci circonda.

... Abbiamo già o possiamo pensare di costruirci delle competenze da offrire?

E se non le abbiamo ma pensiamo di costruircele oggi, su che cosa potremmo eventualmente costruirle? Sulle parole, si, le parole sono significative, ma io vorrei che fossero anche sulle emozione.

... La differenza potenziale dell'essere donne era la nostra ipotesi politica e questa differenza portata nel mondo pubblico fuori dalla casa, era la chiave, il grimaldello per modificare questo mondo pubblico.

... Uscire dalla casa in modo che questo mondo pubblico potesse integrare di più aspetti che erano stati fortemente separati.

Non si è cambiato questo mondo circostante anche se oggi ci sono uomini che integrano aspetti femminili, certo anche noi ci siamo permesse degli atteggiamenti maschili che prima non ci permettevamo.

Ma la domanda è: quali spazi di libertà o di scelta hanno realmente le persone?

….il femminismo ha lavorato sul maschile e femminile ma non ha affrontato politicamente il livello materno e paterno. Abbiamo sostenuto un materno ipertrofico, ipotizzando che i valori femminili valgono più di quelli maschili, il che è tutto da verificare, e lasciando sgombra la dimensione del paterno, cioè quella della responsabilità che nessuno uomini o donne si sono assunti.

Credo che sia stato un errore del femminismo lavorare solo sul genere e non sui ruoli.

….Faccio un po' sia il ruolo paterno che quello materno ... immagino che ci sia una relazione fra questo pensiero del rapporto tra maschile e femminile e il fatto di non essere più chiuse nel ruolo materno, che non è solo il rapporto con i figli ma con il mondo circostante in senso lato ... Tutte abbiamo fatto politica e lì dovevi per forza fare delle cose “paterne" perché sennò non portavi a casa la pelle.

... Gli uomini hanno delle modalità di relazione costruite in tanto tempo, che funzionano, e che comprendono anche la guerra. Invece noi non abbiamo costruito delle modalità altrettanto forti, esportabili e generalizzabili, per cui quando andiamo a finire nei luoghi di lavoro, nei luoghi della politica, stiamo per forza dentro le modalità maschili, per sopravvivenza, e le agiamo in modo anche più realista del re.

... Tornando al paterno, mi chiedevo che cosa possa significare il fatto che una madre faccia sia il materno che il paterno, cosa che credo sia abbastanza diffusa. Pensavo al discorso di Fornari sui ruoli, dice: il ruolo paterno è anche quello di separare la madre dal figlio. Quindi di chi aiuta la madre ad uscire dal rapporto simbiotico col figlio. Allora mi chiedo: se la madre tende a fare tutti e due i ruoli, non può esserci la funzione separante... ed allora che cosa succede? Siccome il ruolo che Fornari dà al padre è quello di difendere il bambino, soprattutto il bambino piccolo, dalla aggressività materna, cosa accade ad una donna se non esiste questo ruolo paterno?

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