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Primavera 2010: un tema in 1200 parole
I rituali e la politica
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In questo incontro ci è parso utile discutere di “rituali”.
“Rituali” è termine usato per descrivere
procedure di relazione in uso tra i componenti di ogni forma di comunità, in
tempi e luoghi diversi. Siamo fondamentalmente d’accordo che tutti i tipi di relazioni codificate hanno “firma” maschile se si tratta di
potere esplicito (la guerra, i governi, l’organizzazione delle imprese,
l’economia, i matrimoni … ), e firma di tipo femminile se privi di questo potere
esplicito e pubblico: cioè la cura delle persone, l’accompagnamento dei morti, la
confezione del cibo nella famiglia, all’interno della casa, e la cura dei
rapporti all’interno delle organizzazioni strutturate.
Anche dove le donne sono presenti in ruoli
di responsabilità, prestigio, potere, non sembra che siano cambiate le modalità
di funzionamento delle rispettive organizzazioni, luoghi politici, e di lavoro.
L’interrogativo è: “perché” le donne
accettano, o devono accettare, o non sanno (o non hanno la possibilità di)
proporre modalità alternative di rapporto e di relazione?
Come
trovare modalità, che non esistono ancora, per un cambiamento dei reciproci
poteri maschili e femminili, tenendo presente che una conflittualità resta
inevitabile e necessaria?
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